Apprendimento

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Una classe di studenti cinesi
Acquisizione di comportamenti, informazioni, conoscenze, abilità, atteggiamenti o valori che hanno carattere di novità rispetto a quanto precedentemente posseduto da parte del soggetto o del gruppo.
Il termine copre una vasta area dell’esperienza umana e animale, ragione per la quale è bene precisare la sua natura specifica mediante opportuna aggettivazione: a. scolastico, a. sociale, a. per imitazione, a. motorio, ecc. In inglese si usa il termine learning, in francese apprentissage, in tedesco Lernen.

1. Tipi di a.

La prima e più elementare forma di a. è di natura adattativa. Il soggetto, uomo o animale, acquisisce – in seguito a un’interazione efficace con l’ambiente – nuove abilità operative. Varie teorie dell’a. hanno esaminato questa particolare forma di attuazione dell’a. In genere esse appartengono alle correnti dette ‘comportamentiste’, in quanto hanno focalizzato la loro attenzione sui comportamenti direttamente osservabili e misurabili e sulle loro modificazioni. Un secondo tipo di a. riguarda l’acquisizione di informazioni, la loro conservazione nella memoria, la loro elaborazione, il loro recupero e la loro applicazione. Un terzo tipo di a. riguarda l’acquisizione di conoscenze di natura concettuale e procedurale. Si tratta di far proprie forme di rappresentazione interna di natura schematica che permettono di leggere e interpretare fenomeni e situazioni di varia natura in maniera astratta, oppure modalità operative che consentono di raggiungere determinati risultati di natura pratica o intellettuale. Un quarto tipo di a. riguarda gli atteggiamenti e i valori. In questo caso si tratta di acquisire disposizioni interne stabili che orientano il giudizio e l’azione in senso favorevole o contrario nei riguardi di persone, situazioni, oggetti.

2. Fattori dell’a.

Tra i fattori principali che favoriscono o inibiscono l’a. si possono ricordare: la disponibilità ad apprendere, la motivazione e l’esercizio. La disponibilità ad apprendere riguarda in particolare: lo stato di maturazione personale raggiunto dal soggetto nel corso del suo sviluppo; l’insieme e la qualità delle conoscenze e delle competenze già sviluppate; l’atteggiamento, favorevole o contrario, che è stato sviluppato nel corso della propria esperienza nei riguardi del contenuto da apprendere. La motivazione è lo stato interno che, sulla base delle proprie disposizioni interne stabili, emerge di fronte a un nuovo contenuto o a una nuova situazione, stato interno che attiva, dirige e sostiene l’azione di a. L’esercizio riguarda la pratica necessaria per consolidare, migliorare e differenziare adeguatamente le conoscenze, le abilità o gli atteggiamenti oggetto di a.

3. A. e comunicazione

In genere la comunicazione precede l’azione di a. Ad esempio, nell’apprendistato pratico occorre che il maestro in primo luogo comunichi con la parola o con l’esempio la procedura da seguire, per poi sollecitare l’allievo a esercitarsi nel metterla in pratica in un primo tempo sotto la sua guida e successivamente in maniera sempre più autonoma. Si danno però anche forme di a. senza comunicazione. È questo il caso tipo dell’a. incidentale, cioè dell’acquisizione di informazioni, conoscenze o abilità al di fuori dell’intenzione propria o altrui. Inoltre, anche nel caso in cui la comunicazione precede l’a., quest’ultimo può svilupparsi anche in seguito, in assenza di comunicazione. In questo caso la comunicazione ha una funzione incoativa, informativa e motivazionale.

Bibliografia

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Note

Come citare questa voce
Pellerey Michele , Apprendimento, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (21/10/2020).
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