Comportamentismo

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Burrhus Frederic Skinner (Susquehanna, 20 marzo 1904 – Cambridge, 18 agosto 1990) è stato uno psicologo statunitense.

1. Definizione

Il c. (o ‘behaviorismo’ dall’inglese: behavior = comportamento) può essere definito come l’approccio che interpreta i fenomeni psicologici in termini di eventi di natura fisica piuttosto che mentale, determinati fondamentalmente da condizioni di ordine ambientale con scarsi apporti di fattori di tipo esperienzale o cognitivo (Cognitivismo). Pur con sfumature diverse, tale approccio è stato dominante nella psicologia sperimentale (soprattutto negli Stati Uniti) nella prima metà del secolo XX. La sua nascita ufficiale si colloca nel 1913, con il famoso articolo Psychology as the behaviorist views it di Watson.
Le radici di questa prospettiva sono nelle ricerche condotte da Pavlov e altri ricercatori russi prima di lui (Sechenov, Bechterev), i quali notarono come un certo comportamento di animali in laboratorio si ripeteva in presenza di alcuni fattori condizionanti. Classico è l’esperimento della salivazione del cane in cui la presentazione di un pezzo di carne era associata al suono di un campanello. L’associazione diventava così decisiva che lo stesso effetto poteva essere ottenuto anche con la sola presentazione del suono. Al di là della concezione deterministica nella interpretazione del comportamento, l’assunto che ha caratterizzato la ricerca psicologica comportamentista è stato il rifiuto di indagare i processi di mediazione interna.
Il movimento del c. classico ha subito una notevole revisione con Skinner (1938). Secondo questo studioso americano, il modello di Pavlov era troppo circoscritto alle risposte associate a uno stimolo, come lo scatto della gamba che segue il colpo del martelletto sul ginocchio (e che egli ha descritto come risposte provocate). Skinner dà alle posizioni di Pavlov un nuovo orientamento, asserendo che il comportamento umano è determinato e condizionato dal ‘rinforzo’ a esso associato.
Per studiare il comportamento, Skinner ritiene necessario procedere con un controllo rigoroso delle ‘condizioni ambientali’ (da qui l’importanza della ricerca sperimentale). A tale scopo, progetta uno spazio sperimentale privo di distrazioni, buio e desonorizzato, dotato di meccanismi per fornire rinforzi, automatizzato in modo tale da offrire rinforzi subito dopo una risposta appropriata, e attrezzato con strumenti per la registrazione della frequenza delle risposte di singoli individui più che di gruppi, per il limitato contributo offerto dalla media di gruppo al fine di svelare i segreti del comportamento.

2. Il comportamento dal punto di vista comportamentista

La chiave per comprendere il comportamento degli individui è osservare l’effetto che esso produce, perché è questo a determinarlo. Scopo e intenzione sono a tale riguardo concetti superflui.
Per comprendere l’agire umano è importante considerare tre componenti essenziali: a) il contesto nel quale la risposta si verifica (stimolo discriminante); b) le conseguenze (stimolo rinforzante); c) la risposta del soggetto (comportamento operante).
Ogni situazione o evento che produce una risposta rinforzata è uno stimolo discriminante e assume un valore di importanza che può dare origine a un comportamento. Stimoli discriminanti non sono solo gli eventi contestuali naturali. Al contrario, in molte situazioni, sono gli stessi esseri umani a produrre stimoli discriminanti ai quali essi rispondono. La gente, le autorità politiche possono fornire questo tipo di stimoli. I processi che operano sul comportamento individuale sono attivi anche nello sviluppo delle culture. Un esempio può essere rappresentato dalla festa di Natale. La celebrazione di questa ricorrenza è positivamente rinforzata dal buon cibo della collettività, dall’affetto, dall’amicizia e dai regali che si ricevono. È anche negativamente rinforzata dal fatto di non andare al lavoro.
Le pratiche sociali sono trasmesse modellando il comportamento dei membri più giovani. La probabilità che una risposta permanga nel tempo è incrementata dalla permanenza di uno stimolo discriminante.

3. Le dinamiche del rinforzo

Per il c. la chiave per la comprensione del comportamento è il rinforzo, definito come ogni conseguenza del comportamento che rafforza il comportamento stesso (cioè aumenta la frequenza della sua comparsa). Tuttavia, non tutte le conseguenze del comportamento costituiscono un rinforzo. L’atleta che riceve un premio importante e poi un premio nuovo ma di minore interesse non sarà stimolato a impegnarsi in un’altra gara. Per determinare se un particolare evento è rinforzante o no, è necessario un controllo diretto di ciò che avviene caso per caso. Per essere efficace, un rinforzo deve far seguito immediatamente all’emissione della risposta appropriata. L’azione di un bambino di agitare un giocattolo è rinforzata se, appena prodotta, è immediatamente accompagnata da un suono; non lo è, se il suono giunge dopo qualche minuto.
Qualche volta i comportamenti possono essere rinforzati accidentalmente. È quanto si verifica per i comportamenti superstiziosi che, all’inizio casuali, aumentano nella frequenza perché molto probabilmente ricevono rinforzi di natura contingente.
La presenza del rinforzo aumenta la frequenza di una risposta e, all’opposto, il suo ritiro la riduce. Questo processo è conosciuto come estinzione. Se il rinforzo è completamente ritirato, il comportamento gradualmente cessa. Per questo, una funzione importante del rinforzo nella vita quotidiana è prevenire l’estinzione di un comportamento.
Un premio nuovo ma modesto probabilmente non rinforza il comportamento di un atleta che ha ricevuto premi più importanti (come si è già accennato in precedenza). Il premio, tuttavia, è un potente rinforzo se l’atleta non ha mai ricevuto un premio. La stessa cosa si può dire per un bambino che è stato deprivato dell’affetto dei genitori per un periodo di tempo. Probabilmente che quasi ogni forma di attenzione che i genitori avranno in seguito per lui avrà un potere rinforzante.
Spesso si parla di studenti diligenti e desiderosi di imparare, di individui che gioiscono ‘nel leggere un libro’ e di scienziati che lavorano per lunghe ore in laboratorio come di persone ‘motivate’. Tali comportamenti, mantenuti in assenza di rinforzi, sono il risultato di una particolare ‘storia di rinforzi’. L’impegno in qualche attività è il risultato di una esposizione a un programma graduale di proporzioni variabili di rinforzi. Gli individui prima ricevono un immediato rinforzo per il loro impegno, poi gradualmente i rinforzi sono estesi fino a che l’attività in sé acquista potere secondario rinforzante. Uno stesso programma di rinforzo produce il giocatore incallito e lo scienziato impegnato nella ricerca.

4. Rinforzi primari e secondari (o condizionati)

Una grande varietà di eventi può acquisire potere di rinforzo: una medaglia alle Olimpiadi, una coppa, un successo discografico, un riconoscimento internazionale, ecc. Come questi eventi diventano rinforzanti?
Il processo comincia da un piccolo gruppo di stimoli conosciuti come rinforzi primari. Essi sono anche essenziali alla sopravvivenza della specie. Rinforzi primari sono cibo, bevande, sonno, protezione e contatto sessuale. Gli altri eventi che rafforzano il comportamento sono i rinforzi secondari o condizionati. Essi acquisiscono un potere rinforzante dall’associazione con eventi che già rinforzano il comportamento. Un esempio tipico, in laboratorio, è il suono che avviene proprio prima della consegna del cibo. Attraverso la ripetuta associazione con il cibo (il rinforzo primario), il suono acquista un potere rinforzante. Nel mondo ordinario, i sorrisi e l’essere cullati spesso accompagnano l’azione di nutrire il bambino. In questo modo, ricevere affetto e approvazione dagli altri diventa un rinforzo secondario.
I rinforzi secondari giocano un ruolo importante nello sviluppo dei comportamenti secondari complessi. Se fosse rinforzato solo da rinforzi primari, il comportamento umano avrebbe un repertorio che sarebbe limitato solo a quelle azioni prodotte dal cibo, dal bere, dal dormire, dalla protezione e dal contatto sessuale. I rinforzi secondari sono importanti perché mantengono giorno dopo giorno un comportamento oppure perché, essendo associati a numerosi rinforzi primari, si trovano in più situazioni e quindi diventano generalizzati. Esempi di questo tipo di rinforzi sono le gratificazioni fornite da altri individui quali attenzione, approvazione, sorrisi, raccomandazioni e compiacenza dei compagni. Il denaro è stato anche indicato come un rinforzo generalizzato perché è stato associato con i rinforzi primari di mangiare, bere e protezione.
I rinforzi che richiedono la mediazione di altre persone sono indicati come rinforzi sociali. Essi includono i rinforzi positivi di attenzione, approvazione, attaccamento emotivo e i rinforzi negativi di disapprovazione, insulto, disprezzo e ridicolizzazione. I rinforzi sociali, sia positivi che negativi, sono stati utilizzati nei contesti di gruppo per la modificazione e il mantenimento del comportamento. Tuttavia, le relazioni tra stimoli, risposte e rinforzi nel contesto sociale sono sia dinamiche che reciproche. Ad esempio, due bambini da soli in una stanza con pochi giocattoli rappresentano una situazione ideale per la formazione di un comportamento egoistico.

5. Rinforzo positivo e negativo

I rinforzi possono anche essere classificati come positivi o negativi. Negli esempi sopra riportati, sono stati sempre descritti i rinforzi positivi in quanto essi hanno l’effetto di accrescere la probabilità che un determinato comportamento si verifichi. Tuttavia, alcuni rinforzi possono avere come effetto la riduzione o la rimozione di un comportamento. Essi sono definiti rinforzi negativi. Ad esempio, se nella macchina in cui un guidatore non allaccia le cinture di sicurezza si attivasse un suono irritante, e tale suono si disattivasse solo quando l’autista compie tale operazione, il comportamento ‘mettere le cinghie’ aumenterebbe, perché rimuove il rumore irritante. L’uso del rinforzo negativo per regolare il comportamento è in genere non consigliato dal c. perché introduce effetti emotivi indesiderabili, come ‘ansietà’ e ‘paura’.
La punizione è vista come un evento che impone conseguenze non volute per interrompere un comportamento non desiderato. Un comportamento può essere punito in due modi diversi: con la rimozione di un rinforzo positivo o con l’introduzione di un rinforzo negativo. Nel primo, l’individuo si trova senza un rinforzo positivo. Nel secondo, invece, è collocato in una situazione di difficoltà o disagio. Se la rimozione tende a rafforzare un comportamento desiderato, per contrasto la punizione sopprime solo temporalmente un comportamento senza orientare verso il comportamento desiderato. Ad esempio, un bambino punito perché ha scarabocchiato un banco di scuola, può imbrattare il muro pochi giorni dopo. In termini di effetto, la punizione non è l’opposto della rimozione. La punizione non soltanto sopprime il comportamento temporaneamente, ma produce anche reazioni emotive indesiderabili come frustrazione, rabbia e senso di colpa.

6. L’apprendimento complesso

Qualunque comportamento nel c. è interpretabile in termini di relazione temporale tra una risposta e la sua conseguenza. Tuttavia, questo principio secondo alcuni non sembra fornire la spiegazione dell’acquisizione dei comportamenti complessi che caratterizzano molte azioni umane. Secondo il c., anche questo tipo di comportamenti può essere spiegato se si analizza la sottile dinamica degli elementi di rinforzo.
La costruzione di comportamenti complessi, ad esempio il comportamento onesto, è resa possibile dal processo di organizzazione dei rinforzi, indicato come modellamento o costruzione graduale (shaping). Esso comincia fornendo un rinforzo per risposte che indicano un avvicinamento, sebbene ancora approssimativo, al comportamento desiderato. Dopo rinforzi iniziali, il rinforzo è trattenuto fino a che non avviene un ulteriore perfezionamento. La procedura rinforzante le prime risposte, che solo da lontano assomigliano alla risposta desiderata, e che poi rinforza solo i perfezionamenti nella risposta, è indicata come rinforzante approssimazioni successive. Essa è efficace perché è sensibile alla natura articolata dei comportamenti complessi e illustra l’utilità di applicare un processo continuo di rinforzo differenziale per costruire tali comportamenti.
La costruzione graduale è importante perché può generare comportamenti complessi che non hanno quasi nessuna probabilità di realizzarsi spontaneamente nella forma finale. Un comportamento complesso è formato da una serie di elementi mutevoli indicati come programma. Ciascuna fase del programma evoca una risposta che prepara anche l’organismo a fare il passo successivo nella sequenza comportamentale. La costruzione graduale differisce dalla modificazione del comportamento che si ottiene nella ricerca della via d’uscita dai labirinti. In queste situazioni, il soggetto è messo in una situazione problematica e deve scoprire i comportamenti corretti attraverso prove ed errori. Una risposta appropriata lasciata al caso dà luogo a risposte non corrette e casuali. Un programma particolarmente efficace è il programma a proporzione variabile. Un rinforzo è inizialmente frequente, poi è gradualmente ridotto. Un esempio di questo può essere sperimentato con un programma televisivo che diventa meno rinforzante nel momento in cui gli aspetti di divertimento o le avventure diventano meno interessanti. Tuttavia, qualcuno che ha seguito il programma dall’inizio può continuare a vederlo per un tempo più lungo.

7. Conclusione

Il c., come approccio psicologico, ha segnato profondamente la ricerca psicologica dando grande impulso all’indagine sperimentale, fornendo il ‘paradigma’ interpretativo per molti argomenti come l’ apprendimento, l’insegnamento, la ricerca sociale, ecc. In particolare ha costituito la base delle prime ipotesi teoriche sugli effetti della comunicazione di massa (Teorie sociali della comunicazione). È stato un approccio ricco di risultati, che tuttavia ha anche dimostrato grandi limiti nell’interpretazione del comportamento umano che voleva invece svelare. Questi limiti sono derivati essenzialmente dal tentativo di ridurre l’apporto dell’esperienza soggettiva. Sono stati proprio essi a segnare l’inizio del suo superamento e del suo tramonto.

Bibliografia

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Note

Come citare questa voce
Finizio Pasquale , Comportamentismo, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (20/10/2019).
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