Coproduzione

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Produzione cinematografica, alla quale concorrono, sia a livello tecnico che a livello finanziario, due o più Paesi. Tale meccanismo produttivo è messo in atto allo scopo di ridurre i costi di realizzazione di un’opera cinematografica e di avere un più ampio mercato distributivo.
Da un punto di vista contenutistico, la c. può risultare, a volte, fortemente limitante, soprattutto nel caso di opere impegnate o a valenza politico-sociale. Di fatto, la confezione stessa del film viene condizionata in funzione dei gusti – a volte, molto differenti – del pubblico dei Paesi produttori. Un esempio per tutti di tale realtà può essere rappresentato da un film come I girasoli (1969) di Vittorio De Sica. Frutto di una c. francese, italiana e sovietica, il film, nonostante il suo contenuto altamente drammatico, si è risolto, per gran parte, in una commedia gradevole interpretata da due divi di calibro internazionale come Marcello Mastroianni e Sophia Loren. Il vero problema di fondo della storia narrata dal film – quello della mancata restituzione da parte dell’Urss dei prigionieri italiani dopo la fine del secondo conflitto mondiale – non veniva neanche sollevato. E questo, chiaramente, per non alimentare polemiche di ordine diplomatico-politico con uno dei Paesi produttori.
La c., in genere, è più frequente nella realizzazione di opere di grande respiro spettacolare e a grande budget come i kolossal.

C. T.

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Tagliabue Carlo , Coproduzione, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (06/12/2021).
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