Deissi

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Dal greco deiknumi, indico. È l’atto linguistico attraverso il quale viene determinata la situazione comunicativa mediante marcatori pronominali (‘io’, ‘tu’) e contestuali (‘qui’). Tali marcatori prendono il nome di deittici: essi sono particolari codici paracinesici che svolgono la funzione fondamentale di mettere in relazione il corpo situato e i suoi gesti con il linguaggio.
Il ricorso alla d. è particolarmente importante nella comunicazione teatrale, in cui la difficoltà di riferirsi a luoghi e tempi differenti rende necessaria l’indicazione di questi luoghi e di questi tempi allo spettatore perché possa collocare con precisione gli eventi cui sta assistendo (non è un caso che il testo drammatico abbondi di deittici soprattutto in alcune età della storia del teatro, come la tragedia greca o il teatro elisabettiano, in cui la scena è vuota e simbolica, priva cioè di riferimenti precisi al qui e ora dell’azione).
Pensare al teatro (ma anche a molte situazioni della comunicazione quotidiana) a prescindere dalla d. sarebbe come immaginare un linguaggio ideale, una serie di proposizioni sganciate dalla realtà.

P. C. R.

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Deissi, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (19/10/2019).
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