Doppiaggio

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Operazione con cui è possibile sostituire la voce di un attore con quella di un altro. Tale tecnica viene usata sia nel caso che l’interprete, scelto per le sue caratteristiche fisiche e di fotogenia, non abbia una dizione consona (situazione che si verifica, specie in Italia, con la pratica dei cosiddetti ‘attori presi dalla strada’ o scelti esclusivamente in base al loro aspetto), sia per rendere più spedita e funzionale la lavorazione, facendo a meno delle precauzioni necessarie per una buona ‘presa diretta’. Inoltre il d. viene usato per sostituire le voci di attori nazionali a quelle degli attori stranieri nel caso di film e programmi esteri. Le diverse tecniche seguite nel d. consistono tutte nel suddividere con vari sistemi un film in piccole porzioni: i doppiatori seguono sullo schermo la proiezione di ogni segmento e cercano di riprodurre i movimenti originali delle labbra (labiali) degli interpreti recitando una traduzione dei dialoghi che è già stata adattata a tali movimenti e cercando, nel contempo, di riproporre lo spirito e il senso dell’interpretazione originaria.
Se in Italia il d. è legge assoluta nel cinema e in Tv, in molti altri Paesi i film stranieri vengono semplicemente forniti di didascalie che ne traducono i dialoghi.

L. C.

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Come citare questa voce
Castellani Leandro , Doppiaggio, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (28/11/2020).
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