Effetti speciali

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Locandina de Le voyage dans la Lune del regista francese Mèlies, uno dei primi a ricorrere ad effetti speciali
L’insieme delle varie tecniche cinematografiche che permettono di rappresentare personaggi e situazioni fantastiche e irreali, oppure situazioni reali ma di impossibile, pericolosa o difficile rappresentazione.
La storia degli e.s. coincide, in un certo senso, con la storia stessa del cinema in quanto non mera riproduzione della realtà ma racconto, invenzione: Méliès con i suoi trucchi e le sue ‘doppie esposizioni’, il cinema espressionista dei Nosferatu e dei Golem, le truccature orripilanti dei vari ‘mostri’, la celeberrima trasformazione del dottor Jeckyll in Mister Hyde, gli uomini invisibili, i King Kong, ecc.
In tempi recenti il cinema fantastico ha trovato nuova linfa in spericolate innovazioni tecnologiche. Ditte specializzate come la Industrial Light and Magic di George Lucas, la Colossal Pictures, la Digital Productions, la Future Effects, ‘creatori’ come Carlo Rambaldi, Richard Edlund o Stan Winston hanno popolato lo schermo di creature irreali e di panorami mai visti. Da ultimo l’avvento della computergrafica ha annullato i confini fra realtà e fantasia aprendo i sentieri della realtà virtuale. Le prospettive del cinema come macchina per ‘creare’ nuove realtà e nuovi personaggi sembrano illimitate.
A seconda della tecnica necessaria per realizzarli gli e.s. possono essere divisi in tre grandi categorie: ottici, meccanici e informatici.
Effetti ottici. Sono tutti quelli ottenuti in fase di ripresa o di stampa senza far ricorso a particolari costruzioni. Possono essere: a) realizzati direttamente in macchina, con l’aiuto di mascherini per dividere il fotogramma e impressionarlo in momenti diversi; distorcendo l’immagine per mezzo di speciali obiettivi; modificando la velocità di ripresa, utilizzando specchi, filtri per l’effetto notte, ecc.; b) realizzati in laboratorio, mediante stampe particolari; c) combinando ripresa e laboratorio: mascherini mobili, riprese aeree, blue-back; d) facendo uso di modellini e miniature (maquettes).
Effetti meccanici. Sono quelli introdotti, mediante vari espedienti, nella stessa situazione di ripresa: a) fumi, esplosioni, incendi, colpi in partenza e in arrivo, frecce, ferite, rotture, truccature pesanti, protesi, ecc.; b) pioggia, vento, neve, uragani; c) pupazzi o modellini animati, creature meccaniche radiocomandate, ecc.
Effetti elettronici (Cinema elettronico). La Computer animation è usata per film fantasy, spot pubblicitari o film d’animazione. Elaborazioni computerizzate di immagini preesistenti (ad es. Forrest Gump). Si lavora già alla progettazione di film interpretati da attori del passato, resuscitati e assemblati secondo una nuova ‘distribuzione’ grazie al computer. Sempre in questo settore si possono annoverare il Genesis Effect Demo (usato ad es. per Star Trek), la Digital Compositing, il Morphing, ecc.
Usato inizialmente per ‘stupire’ e creare emozioni di tipo particolare (Méliès), o per popolare di creature fantastiche film dell’orrore, l’e.s. ha trovato negli ultimi anni uno sviluppo sempre maggiore, dovuto in parte all’esigenza di ‘scavalcare’ il minuto realismo della rappresentazione televisiva. Da un lato una nuova proliferazione del ‘genere fantascienza’, saldatosi di fatto con quello cosiddetto fantasy, mediante la creazione di universi e personaggi irreali, da ET ai Batman, Superman, ecc.; dall’altro l’incentivazione degli artifici di ripresa e di elaborazione d’immagine, tesi a superare – come si è detto – il fondamentale realismo della rappresentazione Tv mediante un ‘iperrealismo’ in grado di rinnovare o rendere più intense le emozioni. In questa direzione gli e.s. sono stati e sono un valido strumento per rappresentare un ‘immaginario’ cinematografico – ma quanto realistico! – dove il sangue, l’effetto orrifico, un colpo di pistola, l’esplosione di un corpo umano come di un edificio assumono un carattere suggestivo e insieme estremo, declassando la rappresentazione della violenza, quale ci è quotidianamente offerta, ad esempio, da un telegiornale, a qualcosa di non incisivo, indifferente. Dunque, grazie soprattutto agli e.s., la violenza ‘fa spettacolo’, il sangue, il catastrofismo e il nichilismo, il ritmo indiavolato del film americano d’azione diventano la norma. La violenza estrema acquista una sua dimensione spettacolare e insieme diventa eticamente asettica.
In definitiva gli e.s. giocano in due direzioni. Da un lato estendendo il concetto di ‘cinema fantastico’ e sottraendo il cinema ai limiti del quotidiano e del minuto realismo, sino a prospettare la creazione di film puramente virtuali, senza l’apporto della macchina da presa e degli attori. Dall’altro lato verso l’estremizzazione della rappresentazione, dove ciò che è ‘naturale’ è spettacolarmente inefficace, mentre la stessa violenza diventa qualcosa di ‘bello da vedere’ quando sia proposta con le connotazioni esasperate dall’e.s. Conclusione pericolosa che potrebbe portare addirittura a un rivoluzionamento dei concetti di ‘realistico’ e di ‘verosimile".

Bibliografia

  • PASCULLI Ettore, Il cinema dell’ingegno, Mazzotta, Milano 1990.

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Come citare questa voce
Castellani Leandro , Effetti speciali, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (19/11/2019).
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