Film noir

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Locandina del film noir Il falcone maltese, tratto dal romanzo giallo dello scrittore americano Dashiell Hammett, diretta nel 1941 da John Huston ed interpretato da Humphrey Bogart
All’interno della piuttosto rigida suddivisione in generi, tipica del cinema hollywoodiano classico, il f.n. – o semplicemente noir – vede la sua nascita e il suo massimo sviluppo nel corso degli anni Quaranta. Anche se idealmente lo si può considerare come una sorta di derivazione di quello comunemente definito come poliziesco, questo genere cinematografico possiede tuttavia dei caratteri ben precisi che lo contraddistinguono e che lo connotano in maniera marcante.
La dizione di f.n. deriva dal colore delle copertine, nere, appunto, che caratterizzava una fortunata serie di romanzi francesi di grosso consumo popolare, i cui soggetti erano tutti incentrati sulle avventure di fuorilegge e segnati prevalentemente da un’ambientazione carica di violenza e di disagio esistenziale. Allo stesso modo, in Italia, un genere letterario e cinematografico analogo è stato definito giallo, sempre in relazione al colore delle copertine della collana con cui tali romanzi venivano proposti a un vasto pubblico di lettori.
Fermo restando un certo andamento narrativo del plot che rimanda, in qualche modo, al poliziesco (il verificarsi di un’azione criminosa, che viene svelata e risolta man mano che la trama procede, fino a una soluzione finale tutta tesa e orientata a ristabilire un equilibrio sociale in favore della giustizia), il noir si qualifica per una sua peculiare specificità, che vede, in primo luogo, nel criminale il soggetto privilegiato della sua rappresentazione. In altri termini, questo genere ribalta un’ottica e un punto di osservazione tradizionali e fino ad allora generalmente consolidati, focalizzando l’andamento della storia narrata attorno a un’analisi del crimine visto al suo interno, anziché dal di fuori e come fattore perturbante dell’ordine costituito; fattore che bisognava contrastare in ogni modo in nome di una legge proposta come valore primario e indiscusso. In secondo luogo, gli stessi difensori di quell’ordine costituito, che nel poliziesco vengono sempre raffigurati come i paladini della giustizia e come eroi senza macchia e senza paura, nel noir spesso incarnano una sorta di braccio violento della legge, usando metodi e sistemi di azione molto simili a quelli dei criminali che devono combattere. Non a caso, oltre al gangster, l’eroe caratteristico di questo genere cinematografico è l’investigatore privato, un uomo che si muove ai margini del consentito e che non esita a mettere in atto comportamenti poco ortodossi pur di raggiungere i suoi scopi. Infine la psicologia dei personaggi è rappresentata con una forte dose di ambiguità di fondo, tratteggiata con dei contorni sfumati, unita a una visione pessimistica e fatalistica dell’esistenza, che, più o meno consciamente, sfocia, alla fine, in una critica al sistema sociale americano fatto di corruzione, violenza, prepotenza da parte delle istituzioni e dei loro rappresentanti; critica, che, tuttavia, non sembra suggerire alcuna via di uscita possibile. Allo stesso modo, anche le figure femminili di questo genere sono connotate da un aspetto sinistro e inquietante, le cosiddette dark lady: donne prive di scrupoli, fredde e calcolatrici, che, spesso, finiscono per trascinare alla rovina anche quei potenziali eroi, i quali, nonostante tutto, sembrano conservare ancora un qualche barlume di valori positivi.
Un altro dato caratteristico del noir è costituito dalle fonti da cui vengono tratti i suoi soggetti, quasi sempre di derivazione letteraria. Tra le muse ispiratrici ci sono, ad esempio, due scrittori come Dashiell Hammett (1894-1961) e RaymondChandler (1888-1959), i cui romanzi sono stati tradotti in numerosi film appartenenti a questo genere, divenuti poi oggetti di un vero e proprio culto da parte dei cinefili di tutto il mondo. Famosa, a questo proposito è una figura come quella di Marlowe, incarnato efficacemente da un attore come Bogart: il private eye che indaga portandosi dietro tutta la sua carica di pessimismo esistenziale e di sfiducia in un’umanità ormai degradata e preda degli istinti più violenti; figura divenuta mitica di un cinema, in cui il senso di frustrazione e di sconfitta di fronte agli eventi sembra dominare incontrastato.
Con il noir si sono cimentati un po’ tutti i registi più importanti di Hollywood: da John Huston, che inaugura il genere e la sua carriera di autore con Il mistero del falco (1941), Raoul Walsh (Una pallottola per Roy, 1941), Howard Hawks (Il grande sonno, 1946), Norman Foster (Terrore sul Mar Nero, 1943), Edward Dmytryk (L’ombra del passato, 1943), Alfred Hitchcock (L’ombra del dubbio, 1942), Jean Negulesco (La maschera di Dimitrios, 1944 e L’idolo cinese, 1946), Robert Siodmak (La donna fantasma, 1944; Quinto: non ammazzare, 1945; Lo specchio scuro, La scala a chiocciola e I gangsters, 1946), George Cukor (Angoscia, 1944), Otto Preminger (Vertigine, 1944), Billy Wilder (La fiamma del peccato, 1944), Fritz Lang (La donna del ritratto, 1944), Michael Curtiz (Il romanzo di Mildred, 1946), Tay Garnett (Il postino suona sempre due volte, 1946), Orson Welles (La signora di Shanghai, 1948), Anatole Litvak (Il terrore corre sul filo, 1948), Nicholas Ray (La donna del bandito, 1948) e tanti altri ancora. Idealmente lo spazio occupato da questo genere cinematografico si chiude ancora con un film di Huston – Giungla d’asfalto, 1951 – dopo di che inizierà una serie di contaminazioni e di mutamenti strutturali e di contenuto che porteranno il noir a sopravvivere, sotto altre forme e con altri approcci ideologici, anche nel cinema contemporaneo.

Bibliografia

  • BRUNI Augusto - FORLAI Luigi, Detective thriller e noir. Teoria e tecnica della narrazione, Dino Audino, Roma 1980.
  • DE MARCO Giuseppe, Cattivi pensieri: manuale del cinema thriller, noir, psychokiller, Cinetecnica, Faenza (RA) 2003.
  • DI CLAUDIO Gianni, North by northwest: il cinema poliziesco, noir, gangster film, spy story, thriller, Libreria Universitaria, Chieti 2002.
  • GIUFFRIDA Sergio - MAZZONI Riccardo (edd.), Giallo: poliziesco, thriller e detective story, Leonardo Arte, Milano 1999.
  • GUERRI Alberto, Il film noir. Storie americane, Gremese, Roma 1998.
  • LANCIA E. - POPPI R. ( ed.), Dizionario del cinema italiano. Gialli, polizieschi, thriller. Tutti i film italiani dal 1930 al 2000, Gremese Editore, Roma 2004.
  • SKENE Melvin, Crime, detective, espionage, mystery, thriller fiction e film, Greenwood Press, Westport (CT) 1980.

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Tagliabue Carlo , Film noir, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (05/12/2021).
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