PAL (Phase Alternating Line)

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Monoscopio con simulazione di errori cromatici nella decodifica Pal
O anche Phase Alternation by Line.
All’inizio l’immagine televisiva era in bianco e nero; lo standard in uso negli Stati Uniti era denominato (NTSC (National Television System Committee), quello adottato in Europa CCIR (Comité Consultatif International pour la Radio): questi standard definivano le caratteristiche del segnale video. Per quanto riguarda il CCIR il segnale era composto da una successione di 25 immagini (frame) al secondo, ciascuna composta da 625 righe. Per ridurre la “sfarfallio” dell’immagine sullo schermo queste 625 righe non erano inviate in modo sequenziale, ma in due semi-immagini (field), la prima con le 312,5 righe dispari, la seconda con le 312,5 righe pari. In questo modo il segnale CCIR era sincronizzato sulla frequenza di 50 Hz della corrente alternata diffusa in Europa: i fields si susseguivano alla frequenza di un cinquantesimo di secondo.
Quando si pensò di introdurre anche in Europa l’immagine a colori, non si progettò uno stardard totalmente nuovo, perché si sarebbero messi fuori uso tutti gli apparecchi tv esistenti; si preferì aggiungere la codifica del colore al segnale preesistente, in modo che i vecchi televisori continuassero a vedere la solita immagine b/n, i nuovi l’immagine a colori. Negli anni ’60 furono due gli standard a contendersi il mercato, il PAL proposto dalla Germania e il SECAM proposto dalla Francia (SECAM).
Il PAL, messo a punto nel 1963 da Walter Bruch, un ingegnere della Telefunken, venne adottato dalla televisione tedesca e dalla BBC nel 1967, dalla Rai a partire dal 1970 (prima a livello di prove; inizio ufficiale delle trasmissioni a colori: 1° febbraio 1977); fu poi accolto dalla maggior parte dei paesi europei e da molti paesi extraeuropei (Algeria, Giordania, Israele, Nigeria, Australia, Cina, India...). La Francia proseguì con il SECAM, adottato anche dalle sue ex-colonie, dal Belgio, dalla Grecia, dall’Unione Sovietica e da molti paesi comunisti.
Oggi con la sigla PAL non si indica soltanto la codifica del colore, ma l’intero standard televisivo CCIR / PAL.

Alla sigla PAL può essere aggiunta una quarta lettera per indicare che quel segnale televisivo ha caratteristiche diverse dal PAL standard. Ad esempio: PAL-M e PAL-N sono standard usati, rispettivamente, in Brasile e in Argentina e prevedono la sottoportante colore a una frequenza diversa dal PAL normale (il PAL-M si diversifica ulteriormente perché ha 525 linee e 30 immagini al secondo, invece che 625 e 25).
È importante conoscere queste informazioni per darsi ragione dei problemi di incompatibilità tra i vari segnali televisivi: non si leggono videocassette su registratori PAL, se sono state registrate nello standard NTSC o PAL-M; se invece il programma è codificato in SECAM, lo si vede solo in bianco e nero (come si è visto, PAL e SECAM per l’immagine in b/n utilizzano ambedue lo standard originario CCIR).

NB: Per conoscere quale sia lo standard video adottato da un determinato paese si possono consultare i siti segnalati nell’apposita rubrica.

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Come citare questa voce
Mastroianni Roberto , PAL (Phase Alternating Line), in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (04/12/2020).
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