Radio Vaticana

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1. Storia

Nel campo della radiofonia la Chiesa Cattolica è stata pioniera: con il primo radiomessaggio al mondo Pio XI inaugura il 12 febbraio 1931 la Stazione R.V. Incaricato della realizzazione, Guglielmo Marconi, in meno di due anni, porta a termine un’opera d’avanguardia per l’epoca. Primo direttore è lo scienziato gesuita P. Giuseppe Gianfranceschi, Rettore dell’Università Gregoriana, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.
Le esperienze continuano fino al 1939, quando iniziano regolari programmi. Nel 1940 si trasmette quotidianamente in italiano, francese, inglese, spagnolo, tedesco e, due o tre volte a settimana, in portoghese, polacco, ucraino, lituano e russo. Durante la seconda guerra mondiale, nasce presso la Segreteria di Stato l’Ufficio Informazioni del Vaticano per la ricerca di civili e militari prigionieri e dispersi: dal 1940 al 1946 la R.V. trasmette 1.240.728 messaggi per un totale di 12.015 ore, svolgendo un compito umanitario eccezionale, di voce libera, forse la sola al di sopra dei conflitti e degli odi di parte.
Nel 1951 viene firmato l’accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana sull’extraterritorialità del Centro radio-trasmittente di S. Maria di Galeria che verrà inaugurato da Pio XII il 27 ottobre 1957.
Nel 1954 la Radio del Papa diffonde programmi in 29 lingue e nel 1957 nasce il Radiogiornale che viene trasmesso in sette lingue.
Il concilio Ecumenico Vaticano II vede la R.V. impegnata in oltre 3000 ore di trasmissione, in 30 lingue diverse. Vengono registrati tutti gli interventi dei Padri Conciliari.
Il 1° gennaio 1970 si ha il trasferimento a Palazzo Pio: il 29 gennaio vengono inaugurati i primi studi della nuova sede che andrà sempre più ampliandosi fino alle attuali dimensioni.
Per l’Anno Santo del 1975 la R.V. è mobilitata con 8.322 ore di trasmissione, 70 ore di trasmissione in diretta, 316 collegamenti con Stazioni estere.
Con il 1° gennaio 1986, la R.V. cessa di costituire una Direzione Generale del Governatorato della Città del Vaticano per diventare una Amministrazione Palatina e quindi, a norma della Costituzione Apostolica Pastor bonus (28 giugno 1988), "istituzione collegata con la Santa Sede" (Art. 191).
Gli anni del pontificato di Giovanni Paolo II sono quelli che vedono realizzarsi il programma di potenziamento deciso da Paolo VI.
La R.V., grazie a più adeguate risorse materiali e umane e soprattutto all’impulso della prodigiosa attività pastorale del Papa pellegrino, raggiunge con la fine degli anni Ottanta un grado di efficienza e di professionalità che la pongono a livello di una emittente di media grandezza e di riconosciuto prestigio nel campo della radiodiffusione internazionale.
Gli anni Novanta, segnati da grandi sconvolgimenti politici e innovazioni tecnologiche, vedono la Radio del Papa passare alla diffusione via satellite e dotarsi di una stazione terrestre (1995) per meglio rispondere alle nuove sfide.

2. Natura e finalità

La R.V. può essere definita una emittente radiofonica internazionale di servizio pubblico della Chiesa Cattolica. Essa è infatti un organismo radiofonico a raggio mondiale, giuridicamente riconosciuto presso le istanze internazionali, strumento di unità e di evangelizzazione strettamente associato al ministero ecclesiale.
Scopo essenziale della R.V. è quello di annunciare con libertà profetica il messaggio cristiano
– diffondendo la voce e gli insegnamenti del Romano Pontefice;
– informando sull’attività della Santa Sede;
– facendosi eco della vita cattolica nel mondo;
– indicando nei problemi del momento il punto di vista della Chiesa, attenta a cogliere, nell’attualità, i segni dei tempi;
– collegando il centro della cattolicità con i diversi Paesi del mondo.

Questa formulazione riprende, con piccole modifiche, la definizione del compito essenziale della Radio Vaticana data nel regolamento programmi, approvato dal Delegato del Padre Generale della Compagnia di Gesù per le Case di Roma, P. René Arnou, il 29 febbraio 1960. Tale definizione è stata poi adottata sia da Paolo VI (cfr. Gli Insegnamenti di Paolo VI. Vol IX, p. 151-155: 27 febbraio 1971), sia da Giovanni Paolo II (cfr. Gli insegnamenti di Giovanni Paolo II. Vol. III, 2, p. 319-323: 5 febbraio 1980), in discorsi pronunciati al personale della Radio Vaticana, e infine consacrata ufficialmente nello Statuto della Radio Vaticana, 1995, art. 1.3.
Obiettivo della R.V. è anche quello di offrire alla pubblica opinione un esempio di applicazione dell’insegnamento della Chiesa nel campo della comunicazione sociale, nonché di fornire aiuto e collaborazione alle Chiese locali per quanto riguarda la loro attività nel settore degli strumenti della comunicazione, in particolare della radiofonia.
La R.V. ha pure, come ‘compito di istituto’, quello di assicurare la ripresa, registrazione, amplificazione e distribuzione del suono di tutte le attività pubbliche del Papa, direttamente all’interno della Città del Vaticano e con la sua supervisione all’esterno. Ha inoltre il compito di costituire, custodire e gestire l’archivio sonoro papale, assicurandone, in caso di uso da parte di terzi, la salvaguardia del carattere pastorale e la protezione dei diritti di proprietà intellettuale.
Istituzione collegata con la Santa Sede, che ne è proprietaria, la R.V. fa capo per il contenuto programmatico come pure per la parte finanziaria, economica e amministrativa alla Segreteria di Stato.

3. Programmazione e struttura

Nel perseguimento dei suoi scopi istituzionali, la R.V. si attiene alle direttive ricevute dalla Santa Sede e alla natura e alle possibilità del mezzo radiofonico, riconosciuto strumento particolarmente rapido e penetrante di informazione, di formazione e di intrattenimento.
Tali criteri portano la R.V. a diffondere informazione di attualità prima di tutto vaticana, ecclesiale e religiosa, tenendo conto anche delle carenze che in questa materia mostra l’informazione di attualità nel mondo. A questa produzione informativa spetta in primo luogo far conoscere con l’immediatezza e la rapidità proprie del mezzo radiofonico gli interventi e l’attività del Papa e della Santa Sede, con la consapevolezza della portata che essi hanno per la formazione della cultura cristiana e dell’opinione in genere.
Anche l’attualità generale fa parte dei contenuti della R.V. non soltanto come contesto di quella religiosa, ma direttamente, perché il cristiano è chiamato a leggere in questa attualità politica, sociale, economica, ecc. i segni dei tempi, che fanno trasparire il disegno divino sulla storia umana, e anche perché l’attualità generale interpella incessantemente i fedeli, stimolandoli a formarsi delle opinioni, ad assumere degli atteggiamenti e a prendere delle decisioni alla luce della loro fede.
Ampio spazio nella programmazione della R.V. trovano le varie dimensioni permanenti della catechesi cristiana: Parola di Dio, tradizione ecclesiale e patristica, teologia fondamentale e dogmatica, etica cristiana, dottrina sociale della Chiesa, storia ecclesiastica e agiografia, associazionismo cristiano, ecc., mentre una particolare attenzione viene portata all’ecumenismo e al dialogo con le grandi religioni specialmente nelle trasmissioni rivolte ad aree del mondo con esigua presenza cristiana.
La R.V., pur nella ristrettezza dei mezzi e dei tempi di cui dispone, dedica adeguato spazio alla cultura umana e all’ arte, specialmente a quella musicale, più consona alle possibilità del mezzo radiofonico, ricollegandosi in ciò a una lunga tradizione ecclesiale e pontificia.
Dal punto di vista della sua struttura organica e funzionale la R.V. si articola in una Direzione Generale dalla quale dipendono tre Direzioni, quella dei Programmi, quella Tecnica e quella Amministrativa.
La conduzione della R.V. è affidata alla Compagnia di Gesù, alla quale compete proporre per la nomina i più alti responsabili dell’Emittente e mettere a disposizione un congruo numero di religiosi idonei ad assicurare il funzionamento dell’organismo sotto la guida e la vigilanza della Segreteria di Stato.

4. La R.V. oggi

Per raggiungere con il suo messaggio gli ascoltatori di tutto il mondo (secondo le stime basate sulle ricerche di ascolto sono una dozzina di milioni nella settimana), la R.V. trasmette regolarmente in 40 lingue e occasionalmente in altre 8, per un totale di oltre 300 ore settimanali; a queste si aggiungono le trasmissioni liturgiche, musicali e della Rete Locale per la sola area di Roma che portano al totale di ca. 400 ore settimanali.
Il tempo assegnato alle varie lingue va dalle ca. 40 ore settimanali dell’inglese ai 15 minuti settimanali del somalo. La diffusione è assicurata da 11 trasmettitori in onda corta per una potenza complessiva di 2600 kW in radiofrequenza, da 4 trasmettitori in onde medie per una potenza complessiva di 1 MW in radiofrequenza e da 6 trasmettitori in FM.
Le trasmissioni nelle diverse lingue vengono realizzate nelle rispettive redazioni da personale di madrelingua. Sono 224 i dipendenti impegnati nel settore redazionale, ai quali si aggiungono 142 dipendenti della Direzione Tecnica, 29 di quella Amministrativa e 18 della Direzione Generale, per un totale di 413 dipendenti, di cui 55 religiosi e 358 laici. I dipendenti della R.V., oggi, rappresentano ben 59 nazioni. Tra gli organismi della Santa Sede la R.V. è quello che vanta il numero più alto di personale femminile: le donne sono 122, quindi il 30%.
Ai redattori in sede vanno aggiunti i numerosi corrispondenti (circa 300) e un migliaio di collaboratori sparsi per tutto il globo.
Questa rete ‘umana’ di informazione viene gestita elettronicamente: notizie d’agenzia, documenti, notiziari e servizi vengono distribuiti all’interno della Radio via computer, mezzo diventato indispensabile anche nella gestione del settore amministrativo, del personale e dei magazzini.
Nel settore tecnico la messa in onda dei programmi viene effettuata da un sofisticato sistema automatico, come peraltro il controllo di un numero già elevato di antenne tra cui le 2 grandi antenne rotanti per la trasmissione sulle onde corte (rispettivamente alte 76 e 106 metri e del diametro di 85 e 87 metri).
Nel 1993 è iniziata anche per la R.V. l’era della trasmissione via satellite. Per l’Europa, il bacino Mediterraneo e il Medio Oriente vengono diffusi su Eutelsat FI programmi in 26 lingue, e inizia così la moltiplicazione del numero delle emittenti che chiedono di poterli ritrasmettere.
Con l’entrata in funzione di due stazioni terrene (AOR oceano atlantico e IOR oceano indiano) è iniziata dal 1996 la trasmissione via satellite di programmi anche verso le Americhe, con particolare priorità all’America Latina, verso l’Africa e l’Asia, mentre parallelamente è iniziata con il 1996 la diffusione telematica con la messa a disposizione attraverso Internet di programmi quotidiani in voce. In pochi anni (1996-1999) tutta la produzione audio dei programmi di R. V. è stata messa a disposizione degli utenti su Internet. In molti casi il webcasting diventa il vettore preferito anche da stazioni che ritrasmettono regolarmente i programmi di R.V. Il numero totale delle emittenti che in ogni parte del mondo – con una preferenza maggiore in Europa e in America Latina – diffondono programmi della Emittente Vaticana, aveva alla fine del 2000 superato le 750 unità.
Il Grande Giubileo del 2000 è stato una sfida ulteriore su diversi fronti: il servizio di produzione del suono in numerosissimi eventi giubilari; le trasmissioni delle celebrazioni con commento in varie lingue (fino alla cifra record di 17, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventu); due canali multilinguistici in FM per Roma, e via Internet per tutto il mondo, per permettere di seguire in diretta lo svolgersi del Giubileo per tutta la sua durata, a ogni ora del giorno.
La R.V. è molto attiva nelle numerose riunioni internazionali degli Enti radiofonici, nelle conferenze, convegni, concorsi e festival, nonché negli scambi di programmi radiofonici e di assistenza tecnica reciproca. È inoltre membro attivo e fondatore dell’ UER (Union Européenne de Radio-Télévision), con sede a Ginevra, dell’URTI (Université Radiophonique et Télévisuelle Internationale, con sede a Parigi), dell’ UNDA (Associazione Cattolica Internazionale di Radiodiffusione e Televisione), membro associato dell’URTNA (Union des Radiodiffusions et Télévisions Nationales d’Afrique, con sede a Dakar), mentre nel settore della radiofonia rappresenta la Santa Sede presso l’UIT (Union Internationale des Télécommunications, con sede a Ginevra), la CEPT (Conférence Européenne des Administrations des Postes et Télécommunications), l’INTELSAT (International Telecommunications Satellite Organization, con sede a Washington) e l’EUTELSAT (Organisation européenne de télécommunications par satellite, con sede a Parigi). (Chiesa e comunicazione;Pastorale e comunicazione)

Bibliografia

  • BEA Fernando, Mezzo secolo della radio del papa, Radio Vaticana, Città del Vaticano 1981.
  • BEA Fernando - DE CAROLIS Alessandro, Ottant'anni della radio del papa, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2011 [Vol.1: BEA F., Da Pio XI a Giovanni Paolo II (1931-1981); Vol. 2: DE CAROLIS A., Giovanni Paolo II - Benedetto XVI (1978-2011)].
  • CABASÈS Felix Juan, El servicio publico eclesial de Radio Vaticano (1967-1992), Tesi di dottorato all’Università Gregoriana, Roma 1994.

Documenti

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Note

Come citare questa voce
Borgomeo Pasquale , Radio Vaticana, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (24/06/2021).
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