Telegiornale

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Programma di informazione giornalistica trasmesso attraverso il mezzo televisivo e costruito, in genere, sulla presenza di uno o più conduttori, ai quali si alternano dei servizi filmati di presentazione e commento delle notizie più significative della cronaca quotidiana. Modellato, all’inizio dell’era televisiva, sullo stile dei notiziari radiofonici, dove era prevalente la presenza di uno speaker, il t., nel corso degli anni, ha sempre di più individuato un suo specifico comunicativo che lo ha portato a essere oggi, a tutti gli effetti, uno vero e proprio genere televisivo. Di fatto, nell’attuale panorama dell’emittenza, la struttura di tale momento dedicato al settore dell’informazione, all’interno della programmazione televisiva quotidiana, segue puntualmente dei canoni formali, contenutistici e narrativi, riconducibili a dei modelli comunicativi ben precisi. Così, alla stregua della fiction o di altri prodotti di intrattenimento, anche per il t. si può parlare della presenza di una vera e propria sceneggiatura, caratterizzata, in particolare, da una impaginazione, per lo più rigorosa, che ordina in sequenza gli argomenti secondo una loro scansione temporale, la quale si articola in maniera coerente e congiuntamente con l’importanza e la presa spettacolare delle notizie in scaletta: politica interna, politica estera, cronaca, sport, moda, spettacolo, ecc. In un regime di monopolio, il t., in genere, non è spinto a operare delle modifiche o degli aggiustamenti di tiro molto consistenti alla sua struttura, dato che si segue una logica dove l’univocità dell’offerta stimola scarse sollecitazioni verso un cambiamento. Viceversa, in un regime di concorrenza come quello attuale, il t. – come del resto tutti gli altri programmi – si è dovuto adeguare alla logica della rincorsa per la conquista e il mantenimento a tutti i costi dell’audience. In questo modo, l’informazione giornalistica televisiva ha innescato e messo in atto una serie ben precisa di interventi strutturali e di strategie globali di comunicazione: vedi, ad esempio, l’anticipazione del sommario delle notizie nella parte finale del programma che lo precede e che, in genere, deve operare da cosiddetto traino nei confronti dello spettatore; oppure la moltiplicazione degli appuntamenti – generalmente ogni ora con dei notiziari-flash – per garantirsi una continuità di presenza all’interno del palinsesto televisivo. Per quanto riguarda il linguaggio, anche il t. non sembra essere immune dall’influenza esercitata dalla fiction: le notizie, cioè, soprattutto quelle filmate, sono costruite in modo da ‘narrare’ un fatto di cronaca come se si trattasse di un prodotto di finzione cinematografica. Basterebbe pensare, a questo proposito, al montaggio delle immagini che commentano un’operazione delle forze dell’ordine: macchine che, ad alta velocità, sgommano sull’asfalto, poliziotti che, con le pistole spianate, fanno irruzione in un ambiente dove devono arrestare dei criminali, ecc. D’altra parte, lo stesso modello dell’informazione televisiva è in perenne evoluzione, grazie alla vasta offerta, ormai non più solo nazionale, di notiziari che possono essere captati nell’etere. In questo senso, un ruolo decisivo l’ha giocato la CNN, celebre emittente americana di news, con la sua rete capillare che le consente di essere presente agli avvenimenti in tutto il mondo e praticamente in diretta, ma, soprattutto, con il ritmo rapido che caratterizza il montaggio delle immagini dei suoi servizi e l’essenzialità del commento parlato che le accompagna.
Sul piano più generale dei problemi che riguardano l’informazione, il t. è andato sempre più sostituendo la carta stampata, superata ormai sia per la tempestività con cui vengono divulgate le notizie, sia per la sua impossibilità di essere ‘sugli’ avvenimenti in tempo reale. Prova ne sia la scomparsa pressoché totale dei quotidiani del pomeriggio, bruciati dall’aggiornamento serale da parte dell’informazione televisiva, la quale, al contrario, riesce sempre a dire l’ultima battuta sui fatti della cronaca di ogni giorno.
Con la prospettiva della televisione satellitare, infine, si è innescata una vera e propria lotta per assicurarsi il monopolio dell’informazione via etere. Tutto questo pone una serie di problemi deontologici, politici ed etici non indifferenti. La domanda fondamentale che si pone è infatti: chi controllerà la fonte delle notizie, quali di queste passeranno e come? C’è soprattutto da chiedersi quali verranno omesse, annullando così la loro stessa esistenza e deprivando gli spettatori di tutto il mondo di una parte di informazioni che potrebbero essere anche di grande rilievo.

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Come citare questa voce
Tagliabue Carlo , Telegiornale, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (09/12/2021).
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