Telematica

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È un neologismo entrato nella lingua italiana che nasce dall’unione di altri due termini: telecomunicazioni e informatica. In effetti si può definire come la scienza e la tecnica delle applicazioni dell’informatica al campo delle telecomunicazioni. Si occupa dello studio e della realizzazione di supporti e strumenti integrati per trattare e trasmettere le informazioni, in forma di dati, suoni e immagini, fornendo un insieme di servizi fruibili attraverso la rete telefonica, quella televisiva o via satellite. La nascita ufficiale del termine è del novembre 1980, in occasione della VII.a assemblea plenaria del CCITT (Comité Consultatif International de Télégraphie et Téléphonie, oggi ITU-T, International Telecommunication Union - Telecommunication Standardization Bureau) tenutasi a Ginevra. L’elemento che rende possibile la trasmissione a distanza delle informazioni è la capillarità della rete telefonica, che consente la circolazione di informazioni tra un numero molto grande di utenti, dai grandi utenti industriali e commerciali alle utenze domestiche. Le innovazioni registrate nella telefonia hanno reso possibili applicazioni estremamente vantaggiose per efficacia e per economicità: le centrali di commutazione telefonica digitale, i satelliti, le fibre ottiche che hanno sostituito i href=/voce.php?id=212>cavi coassiali per l’elevata capacità e qualità di trasmissione, i microprocessori, con prestazioni sempre più alte, sono le grandi conquiste degli ultimi anni. Il servizio telematico necessita che gli utenti siano dotati di terminali, dai PC ai televisori, che siano in grado di collegarsi alla rete di telecomunicazioni. Molteplici sono i servizi offerti: di pubblica utilità, per la comunicazione interpersonale, di consultazione, per il tempo libero, di supporto al lavoro (Telelavoro); altri servizi sono in avanzata fase di sperimentazione: la telemedicina, la tele-energia, la teleteca, la teledidattica, il televoto, ecc. La spinta più grande alla t. è stata data dalla grande diffusione della rete Internet, che moltiplica le possibilità di trasferimento dei dati della telefonia, consentendo, attraverso il computer, l’accesso a informazioni multimediali, a costi bassissimi e da qualsiasi parte del mondo. Gli sviluppi della t. sono tuttora in corso e numerose sono le possibilità applicative ancora in evoluzione: videotex; teletext; posta elettronica (E-mail); teleconferenza. La t. porta anche contributi determinanti all’automazione degli uffici, attuando processi di omogeneizzazione e integrazione. Il problema di fondo è rappresentato dal fatto che i vari elementi che costituiscono la rete t. abbiano le caratteristiche di flessibilità e indipendenza dai vari servizi che possono essere offerti, dando, così, la possibilità a nuove tecnologie e a nuovi servizi di utilizzare le reti telematiche.

G. Fortunato

Bibliografia

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  • ECHEVERRIA Javier, Telepolis. La nuova città telematica, Laterza, Bari 1995.
  • FABBRI Manuela, Empowerment e nuove tecnologie. Telematica e problematiche della devianza e delle dipendenze, Junior, Bergamo 2005.
  • ROMANI Mauro LIAKOPOULOS Dimitris, La globalizzazione telematica. Regolamentazione e normativa nel diritto internazionale e comunitario, Giuffrè, Milano 2009.
  • ZANETTI Federica, Telematica e intercultura. Le differenze culturali nelle contraddizioni del villaggio globale, Junior, Bergamo 2002.

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Come citare questa voce
Fortunato Giuseppe , Telematica, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (17/01/2021).
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