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Qualsiasi enunciato, verbale o non verbale, scritto o non scritto, costituito da un insieme di parti coerenti (l’etimologia latina, textus, tessuto, allude proprio a una trama di elementi discreti) e sostenuto da una intenzionalità comunicativa.
La coerenza si riferisce al carattere articolato, complesso, del t., mentre l’intenzionalità comunicativa indica il fatto che il testo presiede a una produzione di senso indipendentemente dal suo carattere verbale o non verbale, scritto o non scritto; cosicché non si può definire tale solo il contenuto di un libro o il discorso di un oratore, ma qualsiasi elaborato audio (composizione musicale), video (fotografia, arti figurative) o audiovisivo (cinema, teatro, televisione). Questo significato largo il t. lo ottiene, tuttavia, al termine di un lungo itinerario di elaborazione.
In esso il t. indica, originariamente, solo qualcosa di scritto che occupa uno spazio, cioè l’opera letteraria di un autore. È questo il senso implicito in espressioni come ‘il libro di t.’, ‘il t. dei Promessi sposi’, ecc., dove sono chiari non soltanto il riferimento a una auctoritas e la dimensione scritta, ma anche il riferimento a una materialità, a un ‘corpo’ fatto di pagine.
1. La semiotica testuale contribuisce a una prima estensione del significato del termine, utilizzandolo per indicare non solo qualcosa di letterario, ma anche un discorso orale. Vengono altresì indicate le caratteristiche di complessità e di coerenza che sono costitutive del t., predisponendo la sua compiuta tematizzazione. Essa sopraggiunge grazie agli studi, tra gli altri, di Jurij Lotman (1922-1993) e della sua scuola. Per questo semiologo della cultura ogni produzione in qualsiasi sistema segnico, per il fatto stesso di significare, si deve considerare un t. Il risultato è che t. saranno, oltre all’opera letteraria e al discorso orale, anche tutte le altre produzione segniche – uno spettacolo di danza, come uno spot pubblicitario, un film come uno spazio urbano. Rimane così autorizzata la provocatoria affermazione di Roland Barthes secondo cui sono t. allo stesso titolo uno spettacolo di streaptease, un incontro di wrestling, una guida turistica e una bistecca con le patatine.
2. Con l’avvento della pragmatica il termine assume una nuova valenza. In esso non si cerca più un sistema, ma il luogo di uno scambio comunicativo. Da questo punto di vista si collocano i modelli della conversazione audiovisiva e della cooperazione testuale: il t., ‘macchina pigra’ perché necessita dell’intervento del lettore per produrre senso, diviene così lo spazio in cui le figure simboliche dell’Enunciatore e dell’Enunciatario negoziano il senso, atto di comunicazione che provoca da parte del lettore l’atto della lettura. (Pragmatica; Ricezione)

P. C. Rivoltella

Bibliografia

  • BERNARDELLI Andrea - CESERANI Remo, Il testo narrativo. Istruzioni per la lettura e l’interpretazione, Il Mulino, Bologna 2005.
  • LOTMAN Jurij, La struttura del testo poetico, Mursia, Milano 1972.
  • LOTMAN Jurij, Testo e contesto. Semiotica dell'arte e della cultura, Laterza, Roma/Bari 1980.
  • MARRONE Gianfranco, Corpi sociali. Processi comunicativi e semiotica del testo, Einaudi, Torino 2001.
  • RASTIER Francois, Arti e scienze del testo. Per una semiotica delle culture, Meltemi, Roma 2003.

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Note

Come citare questa voce
Rivoltella Pier Cesare , Testo, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (19/10/2019).
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