Advocacy

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Manifesto elettorale per il referendum del 2 giugno 1946.
È una forma di comunicazione che viene inclusa nel settore della pubblicità non commerciale in quanto tende a promuovere il consenso non su un prodotto o su un servizio, e neppure su un’azienda, ma su organizzazioni non commerciali, su idee, temi, punti di vista controversi.
Essa non corrisponde all’interesse generale, come accade nella pubblicità sociale, ma ha un carattere nettamente di parte. Tipiche forme di a. sono le campagne a favore di determinate categorie professionali o di movimenti di opinione che invocano appoggio, consenso, approvazione, in circostanze nelle quali essi intravedono pericoli di varia natura per lo svolgimento della loro attività o per la loro stessa sopravvivenza (mancati riconoscimenti, minacce di provvedimenti fiscali, ecc.). La forma più estrema di a. è costituita dalla pubblicità politica o di partito (Pubblicità. 5. La p. non commerciale), che si tende peraltro a considerare come una forma a sé stante di pubblicità in considerazione della sua larga diffusione e della sua importanza.

Bibliografia

  • BADARACCO Claire, Quoting God. How Media shape ideas about Religion and Culture, Baylor University Press, Waco (TX) 2005.
  • CARITAS ITALIANA, Lobby e advocacy a fianco dei "dimenticati", Edizioni Devoniane, Bologna 2008.
  • GADOTTI Giovanna, Pubblicità sociale. Lineamenti ed esperienze e nuovi sviluppi, Franco Angeli, Milano 2011.

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Note

Come citare questa voce
Zanacchi Adriano , Advocacy, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (25/04/2019).
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