Chomsky A. Noam

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Noam A. Chomsky
Linguista statunitense, promulgatore della teoria del linguaggio generativo-trasformazionale, critico del potere e della società orientata dall’industria culturale, nato a Filadelfia nel 1928. Studente alla Pennsylvania University, quindi junior fellow a Harvard (1951-1955), formatosi con il teorico della "linguistica distribuzionalista" Harris, a ventisette anni pubblica la prima opera organica, alla vigilia di diventare (1956) professore al Massachusetts Institute of Technology. L’anno dopo, con Le strutture della sintassi, lancia il suo contributo innovativo che, oltre a rivoluzionare gli studi linguistici, influenza la logica, la psicologia e la filosofia con ricadute che gli valgono una rapida fama.
La produzione editoriale di C. è vastissima: oltre settanta volumi, senza contare i saggi e gli articoli. Tralasciando in questa sede i lavori d’impegno politico, le opere principali nel campo linguistico e della comunicazione sono: The logical structure of linguistic theory, Plenum, New York 1955; Syntactic structures, Mouton, The Hague 1957; Current issues in linguistic theory, Mouton, The Hague 1964; Aspects of the theory of syntax, Mit Press, Cambridge (MA) 1965; Cartesian linguistics, Harper & Row, New York 1966; Language and mind, Harcourt, Brace & World Inc., New York,1968; Studies on semantics in generative grammar, Mouton, The Hague 1972; Lectures on government and binding, Foris, Dordrecht 1981; Barriers. Linguistic inquiry monograph 13, Mit Press, Cambridge (MA) 1986; Knowledge of language: its nature, origin and use, Praeger, New York 1986; Language and problems of knowledge, Mit Press, Cambridge (MA) 1987; Language and thought, Moyer Bell, Wakefield (RI) 1993; Il potere dei media, Vallecchi, Firenze 1994; Illusioni necessarie. Mass media e democrazia, Elèuthera, Milano 1995 (ed. orig. 1989); con E. S. Herman, La fabbrica del consenso, Tropea Editore, Milano 1998 (ed. orig. 1984).
La teoria linguistica di C., rilevati i limiti dei modelli tradizionali, postula regole di trasformazione che riconducano le frasi complesse della "struttura di superficie" a sequenze più semplici che costituiscono la "struttura profonda". Tra le componenti del linguaggio egli privilegia la sintassi, termine che impiega al posto di ‘semantica’ per indicare l’ordine nell’organizzazione del senso, laddove per i linguisti europei la sintassi è l’ordine del discorso. Nella grammatica generativa esiste una "competenza" linguistica del soggetto parlante, diversa dalla semplice performance, che rende conto degli aspetti universali in quanto base del linguaggio umano. In questo l’idea chomskiana è vicina all’antica ‘grammatica generale’ di Port-Royal (Linguistica cartesiana, 1966). Dalla fine degli anni Sessanta C. con i suoi collaboratori (Halle, Matthews, Postal) applica questa teoria standard a varie lingue finché, accertata la sua inadeguatezza, propone una teoria standard allargata. Sviluppa quindi un programma di ricerca che, mentre fissa un nuovo approccio al problema dell’acquisizione del linguaggio in termini di "sintassi comparativa", configura una "grammatica universale" quale "rete generale in cui ogni modulo, specificato da certi parametri, corrisponde a una lingua particolare" (teoria degli universali del linguaggio).
Sotto il profilo epistemologico C. critica la linguistica strutturale, a partire da F. de Saussure, in quanto centrata sulla fonologia, sul suono, a scapito di una organizzazione del senso, approssimativa nella distinzione fra langue e parole, nonché ferma alla dimensione della frase. La sua prospettiva supera l’ambito linguistico per toccare questioni di psicologia (vedi il dibattito con Piaget) e di teoria cognitiva (Cognitivismo). All’obiezione filosofica, di matrice europea e marxista, contro il suo ‘innatismo’ C. risponde che pensare le "strutture della sintassi" come peculiari della mente non è idealistico, ma corrisponde alla concezione dell’uomo quale fenomeno della natura con un suo funzionamento specifico.
Per quanto concerne infine il "potere" dei mass media, considerati "macchine da indottrinamento", C. – critico radicale della società capitalistica – sottolinea che l’immagine del mondo da essi trasmessa riflette gli interessi delle grandi aziende cui fanno capo.

Bibliografia

  • BARSKY Robert F., Noam Chomsky. A life of dissent, MIT Press, Cambridge (MA) 1997.
  • COOK Vivian - NEWSON Mark, Chomsky’s universal grammar, Blackwell Publishers, Oxford 1996.
  • MCGILVARY James A., Chomsky. Language, mind and politics, Polity Press, Cambridge 1999.
  • PIATTELLI-PALMARINI Massimo, Théories de l’apprentissage. Le débat entre Jean Piaget et Noam Chomsky, Le Seuil, Paris 1979.
  • SALKIE Raphael, The Chomsky update, Unwin Hyman, Boston (MA) 1990.
  • SMITH Neilson V., Chomsky. Ideas and ideals, Cambridge University Press, Cambridge 1999.

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Note

Come citare questa voce
Gagliardi Carlo , Chomsky A. Noam, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (24/08/2019).
CC-BY-NC-SA Il testo è disponibile secondo la licenza CC-BY-NC-SA
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