Convention

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Autore: Piero Trupia
Una convention del Partito Repubblicano Usa
È una riunione, della durata che varia da uno a cinque giorni, in una località adatta ad accogliere un pubblico relativamente numeroso in relazione all’evento (da 50 ad alcune migliaia di persone) e che offra occasioni d’incontro anche fuori dal luogo della manifestazione.
La c. ha origine politica come un passaggio essenziale della campagna per l’elezione del presidente degli Stati Uniti. Scopo della c. politica USA è di proclamare ufficialmente il candidato alla presidenza e alla vicepresidenza dei due partiti concorrenti – democratico e repubblicano – e di approvare il programma della campagna elettorale dopo un dibattito.
La c. politica è un evento interno al partito che ha però l’obiettivo – attraverso la risonanza sui media, soprattutto la televisione – di interessare gli elettori propri e quelli indecisi.
La c. politica ha due componenti strutturali: contenuti e spettacolarizzazione. I contenuti riguardano la nomina dei candidati e l’elaborazione-approvazione del programma della campagna elettorale. La spettacolarizzazione si concreta in una scenografia e in una serie di eventi (sceneggiatura) atti a motivare, commuovere, galvanizzare la platea e l’ audience mediatica. Prevale nella spettacolarizzazione l’impostazione nazional-popolare e il patriottismo di partito, con l’evocazione insistita dei suoi valori, simboli, personaggi e tradizione. La c. politica assume i caratteri di una festa popolare che richiede – per garantire la riuscita – una precisa, rigorosa e inderogabile predisposizione della sceneggiatura e dell’agenda. Il dibattito pertanto più che un confronto di posizioni è collaborazione, enfasi e amplificazione di programmi decisi in precedenza (Comunicazione pubblica).
In analogia alla c. politica è nata la c. commerciale, originariamente riservata alla ‘forza-vendita’ di un’impresa (agli addetti alla funzione commerciale e del marketing). È un incontro programmato e rigorosamente preparato in una località esterna a quella abituale di lavoro, che presenti delle attrattive di cui fruire sia negli intervalli, sia dopo la manifestazione, se si vorrà liberamente prolungare il soggiorno. Anche la c. commerciale prevede contenuti e spettacolarizzazione con un’enfasi maggiore sulla spettacolarizzazione. La c. commerciale tende, infatti, a motivare i convenuti e a rafforzarne il senso di appartenenza e, secondariamente, a fornire informazioni di particolare rilievo, strumentali tuttavia rispetto all’obiettivo primario della motivazione e dell’appartenenza.
Talvolta è previsto un passaggio celebrativo con l’assegnazione di premi e riconoscimenti. Entrambe le versioni della c., politica e commerciale, alternano alla ribalta comunicatori interni (al soggetto organizzatore) ed esterni od ospiti d’onore. Con una differenza: nella c. politica gli ospiti devono condividere l’ideologia del soggetto organizzatore; nella c. commerciale sono dei professional (dello spettacolo, dei media, della cultura). La c. deve avere l’aria della spontaneità e dell’improvvisazione ma va rigorosamente predisposta in base a:
– un soggetto, l’argomento trattato o tematizzazione;
– una sceneggiatura, di personaggi e di azioni performative;
– una scenografia che tenda a solennizzare l’evento e a dargli carattere di eccezionalità;
– una conduzione che governi la scaletta degli eventi e della sceneggiatura;
– un intrattenimento, pasti ricchi e curati nei dettagli, le visite turistiche e gli spettacoli o giochi inseriti nella scaletta;
– dei gadget o altri oggetti simbolici-ricordo da distribuire ai partecipanti.
Per la realizzazione di una c. in generale sono indispensabili le funzioni di:
– produzione che, in base al budget, realizzi la c.;
– regia che controlli il rispetto della scaletta, curi la performance degli oratori e assicuri la finalizzazione all’evento delle prestazioni dei professional esterni;
– tecnici del suono, delle immagini e delle luci (Multivision).
L’obiettivo della c. è essenzialmente emotivo: creare un clima di forte motivazione-appartenenza. L’informazione, la formazione, la verifica organizzativa, se presenti, devono essere considerate strumentali rispetto all’obiettivo principale.

P. Trupia

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Note

Come citare questa voce
Trupia Piero , Convention, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (23/10/2018).
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