Hovland Carl

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Carl Hovland
Psicologo sociale americano, nato nel 1912, pioniere della ricerca sulla comunicazione persuasoria. Durante la seconda guerra mondiale è chiamato, in quanto esperto di problemi del condizionamento e dell’apprendimento, a condurre studi sperimentali sul morale dell’esercito, valutando in particolare l’efficacia della serie di film Perché combattiamo. Finita la guerra, H. torna alla Yale University quale direttore della cattedra in psicologia e di un nuovo programma di ricerche su comunicazione e atteggiamenti. Utilizzando in partenza i risultati ottenuti in ambito militare, negli anni Cinquanta porta avanti sperimentazioni fortemente controllate per giungere a conclusioni teoriche. Il modello di H. e dei suoi collaboratori, "liberato dall’impostazione comportamentistica che inizialmente lo caratterizzava, può fornire ancor oggi – secondo G. Losito – indicazioni significative e rappresentare un utile punto di riferimento", configurandosi come un più generale modello di comunicazione. H. muore nel 1961.
Tra le sue opere più significative (in genere elaborate insieme a collaboratori): Experiments on mass communication. Studies in social psychology in World War II, vol.3 (Princeton University Press, Princeton, N.J., 1949); Communication and persuasion. Psychological studies of opinion change (1953); The order of presentation in persuasion (1957); Social judgement (1965), salvo la prima, tutte opere pubblicate dalla Yale University Press, New Haven (CT).
Il programma della Yale University intendeva risolvere questioni di base relative al processo della persuasione: un aspetto unico dell’argomentazione è più efficace di due? è meglio l’approccio diretto o quello indiretto? il comunicatore percepito come attendibile convince di più? in che consiste la credibilità? è possibile ‘vaccinare’ un pubblico nei confronti di effetti indesiderati? i richiami intimidatori ed emotivi sono efficaci? come influisce su un gruppo il cambio di atteggiamento di una persona?
Il modello di persuasione proposto da H. si articola in sei fasi, tre concernenti la ricezione e tre l’accettazione. Nel ‘processo di ricezione’ si susseguono: 1) esposizione al messaggio (attività selettiva, con funzioni esplicite, come la ricerca di informazioni, o implicite, come la conferma di proprie opinioni o la soddisfazione di bisogni e gratificazione); 2) allocazione dell’attenzione (anch’essa selettiva, volontaria o involontaria, è la principale condizione della ‘percezione’); 3) comprensione (rende compiuto il processo della ricezione, attraverso una decodifica del messaggio da parte del destinatario corrispondente alla codifica della fonte; è tanto maggiore quanto minore è lo ‘sforzo cognitivo’ richiesto).
Nel ‘processo di accettazione’ figurano: 1) mutamento di atteggiamento (si considera tale sia l’induzione di un nuovo atteggiamento sia il rafforzamento o la conversione di uno preesistente); 2) persistenza del mutamento (può essere totale cioè costante nel tempo, parziale quando va attenuandosi senza tornare alla situazione iniziale, latente quando si consolida nel tempo); 3) azione (ultima fase del modello di persuasione, vede il passaggio ‘dall’atteggiamento al comportamento’).
Il contributo di H. è particolarmente rilevante per le acquisizioni sulla ‘disponibilità a essere persuasi’ (persuasibility), in cui analizza, tra l’altro, i vantaggi di presentare gli argomenti in un certo ordine e gli effetti che il cambio di una componente inducono sullo schema complessivo dell’atteggiamento, nonché per l’approfondimento della cognitive consistency. Nell’attribuirgli un premio speciale per meriti scientifici l’American Psychological Association evidenziò – come ricorda W. Schramm – la "importanza nodale del suo lavoro per il progresso della ricerca sull’atteggiamento fino al punto di essere in grado di predire quando e dove si sarebbero verificati mutamenti".

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Note

Come citare questa voce
Gagliardi Carlo , Hovland Carl, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (19/10/2019).
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