Weaver Warren

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Warren Weaver
Matematico statunitense, nato nel 1894, è conosciuto in particolare per il saggio interpretativo della teoria dell’informazione che, affiancato al contributo di Claude Shannon, un anno dopo la prima pubblicazione, gli è valso il riconoscimento di co-autore. Dopo aver concluso gli studi in ingegneria all’Università del Wisconsin (1917) entra nel Dipartimento di matematica del California Institute of Technology dove rimane fino al 1920, quindi torna alla Wisconsin come professore di matematica per dodici anni. Durante questo periodo collabora con Max Mason a un lavoro sulla teoria del campo elettromagnetico. Tra il 1932 e il 1952 svolge la sua attività presso la Rockefeller Foundation quale direttore della Divisione di scienze naturali. Nel 1948 W. è invitato dal presidente della Fondazione, C. Bernard, a tradurre il lavoro di Shannon in un linguaggio più divulgativo e idoneo a una diffusione su vasta scala. Morirà nel 1978.
Opere significative: assieme a Shannon il volume più famoso, La teoria matematica della comunicazione, Etas Kompass, Milano 1971 (ed. orig., 1949); di W. W.: The scientists speak, Boni & Gaer, New York 1947; Science and complexity, in "American Scientist", 36 (1948) p. 536-544; A great age for science, Alfred P. Sloan Foundation, New York 1961; Lady Luck: the theory of probability, Dover Ed., New York 1963; Alice in many tongues. The traslation of Alice in wonderland, University of Wisconsin Press, Madison (WI) 1964; Science and imagination. Selected papers, Basic Books, New York, 1967; Scene of change: a lifetime in American science, Scribner, New York 1970.
La lettura che W. fa del lavoro di Shannon va oltre l’autenticazione dell’originale, introduce non poche forzature e tende nel complesso ad attribuire una validità più generale alla teoria combinatoria e statistica dell’informazione, basata sul modello logico-matematico della probabilità. Il sodalizio si dimostra in ogni modo assai proficuo consegnando l’opera tra i classici della comunicazione. Nell’affrontare la codifica dei messaggi telegrafici, Shannon aveva dimostrato la relazione tra le proprietà di un sistema fisico e la potenzialità d’informazioni equiprobabili che, indipendentemente dal loro contenuto, possono essere trasmesse, per suo tramite, da un emittente a un ricevente. W. ne deduce che questo schema rappresenta il fondamento d’ogni comunicazione: ad es. una ‘fonte’ che seleziona un ‘messaggio’ tra quelli possibili, oppure – situazione più complessa – un ‘trasmettitore’ che muta il ‘messaggio’ in un ‘segnale’ inviato attraverso un ‘canale’ al ‘ricevente’. Vasta la gamma di applicazioni e tre gli ordini di problemi che ne derivano: 1) tecnici (es. come trasmettere i simboli con fedeltà); 2) semantici (come preservare il significato attraverso i simboli trasmessi); 3) di efficacia (come far corrispondere il significato ricevuto a quello intenzionale). Avendo introdotto campi diversi da quello originario, W. precisa come il concetto di informazione esprima, nel modello shannoniano, non già il contenuto del messaggio bensì la libertà di scelta alla sorgente tra un numero più o meno elevato di messaggi; tuttavia egli sottolinea l’interdipendenza tra detti ordini, in particolare il rilievo che la fedeltà tecnica di trasmissione assume per le questioni del significato e dell’efficacia.
È altresì da segnalare il contributo alla teoria dei sistemi e alla cibernetica portato da W. con uno studio sulla complessità ordinata (1948). In esso si rileva come i fenomeni sociali siano stati largamente considerati alla stregua di modelli fisici che, in base al secondo principio della termodinamica (Entropia), coinvolgono la nozione di complessità disordinata, esemplificata appunto dal moto casuale delle molecole di un gas. Secondo W. molti problemi che mettono a confronto le scienze fisiche e quelle sociali richiedono, invece, il passaggio da una tale impostazione a modelli fondati sulla complessità ordinata, in cui i fenomeni sono analizzati nell’ambito di sistemi, come espressioni e rapporti che animano insiemi non scomponibili.

Bibliografia

  • JORGENSON J., Warren Weaver (1894-1978) in Barnouw E. Gerbner G., International encyclopedia of communications, Oxford University Press, New York 1989.
  • SHANNON Claude E. - WEAVER Warren, La teoria matematica della comunicazione, Etas Libri, Milano 1983, Ediz. originale disponibile in rete: http://www.magmamater.cl/MatheComm.pdf.
  • WEAVER Warren, The scientists speak, Boni & Gaer, New York 1947.
  • WEAVER Warren, A great age for science, Alfred P. Sloan Foundation, New York 1961.
  • WEAVER Warren, Science and complexity in «American Scientist» (1948) 36, pp.536-544.
  • WEAVER Warren, Lady Luck: the theory of probability, Dover Ed., New York 1963.
  • WEAVER Warren, Alice in many tongues. The traslation of Alice in wonderland, University of Wisconsin Press, Madison (WI) 1964.
  • WEAVER Warren, Science and imagination. Selected papers, Basic Books, New York 1967.
  • WEAVER Warren, Scene of change: a lifetime in American science, Scribner, New York 1970.

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Note

Come citare questa voce
Gagliardi Carlo , Weaver Warren, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (20/10/2019).
CC-BY-NC-SA Il testo è disponibile secondo la licenza CC-BY-NC-SA
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