Distribuzione

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Locandina del film L’anno del sole quieto, vincitore al Festival di Venezia del 1984, ma mai uscito nelle sale per mancanza di un distributore

1. D. cinematografica

Tappa importantissima dell’itinerario percorso dall’opera cinematografica per raggiungere il pubblico, la d. si colloca tra la produzione e l’esercizio; in altri termini tra chi realizza i film dal punto di vista dell’investimento commerciale e chi possiede o gestisce le sale dove i film vengono proiettati al pubblico pagante. Il ruolo e la funzione della d. sono quelli di acquistare i diritti di sfruttamento commerciale di un film per immetterlo, poi, in un determinato circuito nazionale (o in altri canali di consumo: televisione, home video, ecc.).
A di là del puro aspetto mercantile, la d., di fatto, può giocare una parte determinante nella diffusione e nella conoscenza dell’opera cinematografica. Per un film avere un distributore è un passaggio obbligato per incontrarsi con il pubblico. Per questo fatto, in qualche caso si è parlato di ‘censura di mercato’ quando molti film, anche di autori rilevanti, non hanno trovato dei distributori nazionali. Questo è accaduto anche per alcuni film vincitori di festival. Così, ad esempio, il film di Zanussi L’anno del sole quieto, vincitore al festival di Venezia del 1984, non è mai uscito in alcuna sala cinematografica italiana, perché, appunto, nessun distributore ne ha acquistato i diritti di sfruttamento.
Il termine d. può dar luogo a una distinzione tra d. fisica e d. commerciale. Nel primo caso si tratta della stampa delle copie del film, del loro magazzinaggio, del trasporto materiale delle pellicole presso le sale cinematografiche e del loro ritiro, dei necessari controlli tecnici sulle copie proiettate. La d. commerciale indica invece le attività promozionali (lancio pubblicitario) e contrattuali che sono dirette ad assicurare la diffusione del film sul mercato.
In termini strettamente giuridico-economici la d. commerciale è il contratto che intercorre tra produttore e distributore e che ha per effetto la cessione, per un certo periodo di tempo e per un certo territorio o gruppo di territori del diritto di utilizzazione economica del film, contro pagamento di un determinato corrispettivo.
Si chiama invece noleggio il rapporto che intercorre tra la d. e gli esercenti delle singole sale cinematografiche. Il contratto di noleggio ha quindi per oggetto la cessione all’esercente, da parte del distributore, del diritto di proiettare nel suo locale il film per un certo numero di giorni, dietro pagamento di un determinato corrispettivo (per lo più una certa percentuale sugli incassi). Esso è influenzato da una serie di parametri molto differenziati e variabili. Nell’attuale situazione, infatti, molti distributori sono anche esercenti e spesso titolari in esclusiva di talune case cinematografiche. Per cui è ovvio che determinati film, soprattutto quelli forti al box-office, avranno un noleggio previo nelle sale di proprietà dei distributori stessi.

Altri problemi sorgono circa le ‘piazze chiuse’, ovvero quei centri in cui le sale sono gestite da un unico esercente. In un simile contesto è difficile una programmazione che non obbedisca, nel noleggio, alle logiche della sudditanza per l’ovvio motivo che un distributore, qualora non fosse direttamente esercente, preferisce avere contrattazioni di noleggio con un unico soggetto che programma magari 5-6 sale piuttosto che non con uno che ne programmi una sola.
Nel mondo cattolico, in Italia, da sempre esiste la tendenza a centralizzare il noleggio, per garantire una gestione efficiente delle sale e svolgere una funzione di servizio a favore degli esercenti. Questa formula, nata già all’indomani della nascita del cinematografo, è assai ben collaudata e produce molti frutti. Essa trova espressione nell’attività del SAS (Servizio Assistenza Sale) che costituisce la struttura tecnico-organizzativa dell’ACEC.

2. D. della stampa

Il termine indica anche il sistema di consegna della stampa quotidiana e periodica ai ‘punti vendita’ (edicole, librerie, ecc.), affidato ad apposite agenzie di d., che prelevano le copie presso i reparti spedizione degli editori e le consegnano alle edicole e agli altri punti di vendita, da cui ritirano le copie invendute (Resa).
Più in generale, la d. riguarda le modalità di diffusione relative a qualsiasi messaggio (d. via cavo, d. via satellite, ecc.).


3. D. commerciale

Nell’ambito del marketing la d. costituisce una delle componenti del marketing mix, insieme al prodotto, al prezzo, alla promozione e alla pubblicità. Essa comprende tutte le attività attraverso le quali i prodotti vengono portati a contatto dei consumatori finali per la vendita. Comprende vari ‘canali’, come i negozi tradizionali, i piccoli supermercati (superette) e la ‘grande d.’, costituita da supermercati e ipermercati. Negli ultimi anni si è andato affermando il canale degli hard discount, che punta soprattutto su prodotti a basso prezzo, a scapito delle ‘grandi marche’, e su una presentazione delle merci ridotta all’essenziale.

C. T. e A. Z.

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Come citare questa voce
Zanacchi Adriano , Tagliabue Carlo , Distribuzione, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (04/12/2020).
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