Microprocessore

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Autore: Franco Lever
Il m. è un circuito integrato concepito per l’elaborazione di dati. Nella tecnologia attuale è il cuore di qualsiasi macchina che funzioni sulla base di comandi gestiti da un software. Questa caratteristica è assolutamente innovativa. Un m. è la prima ‘macchina’ non destinata a compiere un’azione precisa, ma programmabile a svolgere funzioni differenti: lo stesso chip può gestire una lavastoviglie, un ascensore, il cruscotto di un’automobile, una macchina fotografica, un telefono, ecc.
Il primo m. sperimentale è stato inventato da Gilbert Hyatt nel 1968 (la paternità però gli è stata riconosciuta soltanto 22 anni dopo), mentre il primo m. operativo fu realizzato per l’Intel negli anni 1969-70 dall’équipe di scienziati composta da Federico Faggin, M. E. Hoff e S. Mazor; entrò in commercio verso la fine del 1971 all’interno di una calcolatrice e prese il nome ‘4004’; utilizzava byte di 4 bit, compiva 60.000 operazioni al secondo, era composto da 2300 componenti.
Da allora c’è stato uno sviluppo vertiginoso, che mette oggi a disposizione – a prezzi accessibili – m. con circuiti fatti di decine di milioni di componenti, che lavorano con ‘parole’ di 32 e 64 bit, a una frequenza che supera il milione di Hz. Con i computer costruiti con questi m. l’elaborazione delle immagini video e del suono è diventata altrettanto immediata che la videoscrittura ( Desktop Publishing).

F. L.

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Lever Franco , Microprocessore, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (09/12/2021).
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