Satellite

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Satellites era il termine latino con cui venivano indicate le guardie del corpo degli imperatori romani, quelle persone cioè che erano sempre intorno al loro protetto. In astronomia, con il termine s. si indica un corpo celeste che ruota intorno a un pianeta; così la Luna è un s. della terra. Se il corpo in considerazione è una macchina costruita e messa in orbita dall’uomo allora si parla di s. artificiali.
Oggi sono soprattutto i s. che ci permettono di vedere in diretta cosa sta accadendo in qualsiasi parte del mondo. I s. funzionano da ripetitori per qualsiasi segnale di tipo elettromagnetico, analogico o digitale che sia: servono le reti televisive e radiofoniche, le trasmissioni telefoniche, ogni tipo di trasmissione di dati.
La possibilità teorica di mandare in orbita dei s. artificiali risale al 1687, come conseguenza del lavoro teorico del fisico e matematico inglese Isaac Newton (1642-1727). Ma solo nel sec. XX vennero compiuti studi approfonditi in questo senso, a opera del russo Konstantin Tsiolkovsky (1857-1935) e dell’americano Robert Goddard (1882-1945) che portarono alla conferma della possibilità di mandare nello spazio una struttura artificiale sfruttando la spinta di un razzo.
Il 4 ottobre del 1957 l’Unione Sovietica lanciò nello spazio il primo s., lo Sputnik 1. La storia dei s. di comunicazione comincia sull’onda della ‘corsa agli armamenti’ che caratterizza il periodo della guerra fredda tra le due grandi potenze, Stati Uniti e Unione Sovietica.
Il primo s. destinato ai collegamenti televisivi – il Telstar – fu lanciato il 10 luglio 1962 ed era in grado di collegare le due stazioni a terra, in Usa e in Inghilterra, per 27 minuti a ogni passaggio; tre anni dopo venne messo in orbita il primo s. di tipo commerciale da parte della società internazionale Intelsat, l’Early Bird (che elaborava 240 telefonate in contemporanea).
I s. destinati alle comunicazioni televisive si distinguono in base alla loro potenza di emissione e quindi in base alla complessità delle attrezzature di trasmissione e di ricezione. Sono tre le categorie più importanti:
– s. di collegamento punto a punto. I programmi televisivi sono trasmessi e ricevuti tramite grandi stazioni terrestri, dotate di parabole molto grandi e con alti costi di gestione;
– s. di distribuzione. Servono contemporaneamente un numero maggiore di stazioni su distanze più limitate e richiedono impianti di ricezione meno complessi e meno costosi;
– s. a diffusione diretta. Sono caratterizzati da una maggiore potenza di trasmissione e i loro segnali possono essere captati con antenne di dimensioni molto ridotte e di costo contenuto, tali da poter essere acquistate e installate dal singolo utente o dal singolo condominio.
Questi ultimi s., chiamati anche DBS (Direct Broadcasting Satellite) sono la novità degli ultimi anni. In pratica, si sono create nello spazio delle vere e proprie stazioni televisive, delle centraline orbitanti capaci di ricevere i segnali da terra e ritrasmetterli verso milioni di televisori sparsi in tutto il mondo, direttamente, senza utilizzare ripetitori o cavi. Nel tempo è aumentato notevolmente il numero dei canali satellitari.
Sono due i grandi operatori satellitari europei:
– la SAS, Société Européenne des Satellites, con sede in Lussemburgo. Nata nel 1985, dispone oggi di una flotta di 12 satelliti Astra in orbita a 19, 24 e 28 gradi Est; copre l’intera Europa in modo diretto e opera con più di mille canali televisivi e radiofonici con servizi di tipo multimediale e Internet;
– l’altro consorzio è l’Eutelsat, European Telecommunication Satellite organisation, un’organizzazione di carattere pubblico. Fondata nel 1977 con sede a Parigi, oggi riunisce 48 Paesi. Gestisce una rete di 21 satelliti, che coprono l’Europa, l’Africa, aree estese dell’Asia, e consentono l’interconnettività con le Americhe. Particolarmente significativa per l’uso consumer è la flotta dei cinque satelliti geostazionari Hot Bird (nel 2002 verrà lanciato il sesto) sistemata a 13 gradi Est.
Per informazioni aggiornate e documentate (mappa dell’intero sistema satellitare mondiale, collocazione e caratteristiche dei vari satelliti, previsioni, ecc.) si possono visitare i siti delle due organizzazioni ricordate, servendosi dei link indicati nell’apposita rubrica.
Tutti i s. utilizzati oggi per le comunicazioni sono del tipo geostazionario, ovvero girano alla stessa velocità angolare della terra e quindi, rispetto alla superficie terrestre, appaiono fissi in un punto del cielo. Sono collocati a un’altezza di circa 36.000 km dalla Terra.

Bibliografia

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  • ELBERT Bruce R., Introduction to satellite communication, Artech House, Norwood (MA) 1999.
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  • LUTHER Arch C., Satellite technology. An introduction, Focal Press, Boston (MA) 1999.
  • MOORES Shaun, Satellite television and everyday life. Articulating technology, University of Luton Press, Luton 1996.
  • RODDY Dennis, Satellite communications, McGraw Hill, New York 1995.
  • WINSTON Brian, Media technology and society. A history: from the telegraph to the Internet, Routledge, London 1998.

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Note

Come citare questa voce
Mastroianni Roberto , Satellite, in Franco LEVER - Pier Cesare RIVOLTELLA - Adriano ZANACCHI (edd.), La comunicazione. Dizionario di scienze e tecniche, www.lacomunicazione.it (21/10/2020).
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